AIRBAG DA MOTO, COSA C'E' DA SAPERE

Airbag moto: tecnologia, omologazioni e differenze rispetto ai paraschiena (Dainese D-air e IXON U04/U05)

Obiettivo: capire davvero come funziona un airbag da moto moderno (elettronico), cosa cambia tra strada/pista/off-road, quali test e normative contano, e come si integra con le protezioni tradizionali.


1) Perché l’airbag cambia la fisica dell’impatto

Un airbag per motociclisti non è “solo un cuscino”: è un sistema di gestione dell’energia. In un impatto, ciò che ferisce non è solo l’energia in sé, ma quanto velocemente viene trasferita al corpo (impulso e picco di forza). Aumentare lo “spazio” e il “tempo” di decelerazione riduce i picchi.

Box – “Stop distance” (concetto chiave)
Più aumenta lo spessore utile che si comprime (cuscino pressurizzato), più diminuisce il picco di forza trasmesso. È lo stesso motivo per cui, a parità di velocità, un materasso spesso “salva” più di una tavola rigida.

Nei sistemi avanzati tipo Dainese D-air la geometria del cuscino è controllata da micro-strutture interne: l’obiettivo è evitare “migrazione” dell’aria e garantire spessore uniforme nell’area di protezione. Questo consente una forma 3D “ingegnerizzata”, più stabile e prevedibile in compressione.

2) Architettura: sensori, algoritmo, inflator, cuscino

2.1 Il blocco funzionale di un airbag elettronico moderno

Quasi tutti i sistemi elettronici (come D-air e In&motion) seguono questa catena: sensori IMU → calcolo → decisione → generatore gas → cuscino pressurizzato. La differenza tra i brand non è “se funziona”, ma come misura, decide e protegge.

IMU / Sensori acc + gyro (+GPS) Algoritmo / ECU classifica eventi Road / Track / Adventure Inflator generatore gas Cuscino airbag zone protette + deflazione gestione urti secondari
Schema originale (riutilizzabile liberamente): catena sensori → decisione → inflazione → protezione.

2.2 Dainese D-air in breve (cosa lo rende “diverso”)

  • “Shield”: cuscino con controllo interno del flusso (micro-strutture) per protezione uniforme.
  • Sensor network: accelerometri/giroscopi + (in alcune implementazioni) GPS per riconoscere dinamiche e contesto.
  • Filosofia: varianti diverse per contesti diversi (Road vs Racing).

2.3 In&motion (IXON U04/U05): “cervello” In&box e algoritmi multi-modalità

La piattaforma In&motion si basa su un modulo di controllo (In&box) integrato nell’equipaggiamento e su algoritmi che si aggiornano nel tempo (logica data-driven). La particolarità commerciale/tecnica è la presenza di modalità diverse (Road / Track / Adventure) selezionabili via app.

3) Tempi reali: detection + inflation (ms)

In un impatto motociclistico, “essere gonfio prima del primo contatto” è la metrica critica: un airbag perfetto ma lento equivale a una protezione non indossata.

Dato tecnico (IXON U04)
Tempo complessivo dichiarato: 0,055 s (circa 55 ms), composto da ~0,033 s rilevamento + ~0,022 s gonfiaggio.

A livello di piattaforma, In&motion comunica protezione “in meno di 60 ms” per detection+inflation (ordine di grandezza compatibile con il dato sopra). Dainese, lato suo, parla di attivazione “in millisecondi” e di analisi dei sensori a 1000 Hz.

4) Zone protette: cosa copre (e cosa no)

4.1 Approccio “stradale” (tipico gilet/under-jacket)

In uso street/touring l’obiettivo è proteggere il “core” (torace e schiena) e, quando previsto, anche strutture ad alto rischio come collo e addome. Esempio: U04 dichiara zone neck/back/chest/abdomen.

4.2 Approccio “pista” (energia + slide + urti secondari)

In pista contano velocità più alte, scivolate lunghe e possibili impatti multipli: qui la taratura dell’algoritmo è diversa e spesso la vestibilità è integrata alla tuta (compatibilità e volumi di espansione). U05, ad esempio, è pensato anche per integrazione con tuta tramite kit dedicati (dipende dal modello e dalla compatibilità).

4.3 Approccio “Adventure / Off-road”

In fuoristrada aumentano movimenti ampi, sconnessioni, “quasi cadute” e impatti a dinamiche differenti (frontali a bassa velocità, cappottamenti, ecc.). È per questo che esistono modalità/algoritmi dedicati (Adventure).

Legenda zone tipiche (variabile per modello): • Collo / stabilizzazione cervicale • Torace / sterno / costole • Schiena (colonna + scapole) • Addome (su alcuni modelli) • Spalle/costole (più tipico in uso pista) Nota: le aree evidenziate dipendono dal modello e dalla taglia (fit).
Schema originale (riutilizzabile liberamente): mappa concettuale delle zone tipiche protette da un airbag moto.

5) Omologazioni: CE (DPI), EN 17092, EN 1621 e protocollo AMC-013

Box – “Omologazione tipo E” vs dispositivi DPI
L’“E-mark / e-mark” è tipicamente legato all’omologazione di veicoli e componenti veicolo (ECE/UE). Gli airbag indossabili rientrano invece nel mondo DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e devono rispettare il quadro CE secondo Regolamento (UE) 2016/425, oltre agli standard tecnici applicabili.

5.1 CE e Regolamento (UE) 2016/425 (DPI)

Un airbag moto è un DPI: deve avere marcatura CE e documentazione di conformità (dichiarazione UE, istruzioni, tracciabilità). Alcuni prodotti indicano esplicitamente la conformità al Reg. (UE) 2016/425.

5.2 EN 17092 (abbigliamento protettivo) e “Classe C”

EN 17092 è lo standard per capi protettivi moto. La Classe C è per capi “ensemble” porta-protezioni (under/over) che non garantiscono di per sé un livello minimo di abrasione come una giacca AAA/AA/A, ma servono a mantenere in posizione protezioni (incluso un sistema airbag integrato).

5.3 EN 1621 (protezioni rigide/viscoelastiche) e confronto numerico

Per capire “differenza con paraschiena” è utile sapere che le prove EN 1621-2 si basano su impatti standardizzati e misurano la forza residua (kN) trasmessa: livello 2 è più severo del livello 1.

5.4 EN 1621-4 e sistemi elettronici: attenzione al perimetro

Storicamente EN 1621-4 copre inflatable protectors meccanicamente attivati e non include quelli elettronici. Per questo, molti airbag elettronici fanno riferimento a protocolli alternativi (es. AMC-013) e/o schemi di test dedicati. Esistono anche aggiornamenti/draft recenti dello standard che continuano a citare l’ambito “mechanically activated”.

Box – AMC-013 (che cos’è in pratica)
È un protocollo di prova usato in ambito certificativo per airbag (spesso con organismi notificati come Alienor Certification), citato in dichiarazioni UE di conformità di alcuni produttori. In parole povere: “standardizzazione del test” quando EN 1621-4 non è direttamente applicabile (o non lo era) agli elettronici.

6) Airbag vs paraschiena: perché non sono alternativi

Il paraschiena è una protezione passiva: funziona sempre, non richiede sensori, batteria o algoritmi. L’airbag è una protezione attiva: deve riconoscere l’evento e attivarsi in tempo.

Box – Strategia “Layering” (consigliata)
Il set-up più sensato è spesso: airbag + protezione certificata (schiena/torace) + capo con adeguata abrasione (EN 17092 A/AA/AAA). Alcuni airbag includono già un inserto schiena (es. un back protector dedicato): in quel caso valuta la compatibilità e lo spessore complessivo.

7) Strada, pista, adventure/off-road: modalità e scenari

7.1 Strada (Road)

In strada l’algoritmo deve gestire traffico, urti multipli e dinamiche più “caotiche”. Gli scenari tipici considerati includono collisioni (frontali/laterali) e cadute tipo highside/lowside.

7.2 Pista (Racing/Track)

In pista cambiano velocità, angoli di piega, scivolate e highside più violenti. I sistemi con modalità dedicata regolano soglie e pattern di riconoscimento per ridurre falsi positivi e massimizzare copertura prima dell’impatto.

7.3 Adventure / Off-road

Nell’off-road una modalità dedicata è fondamentale: l’IMU “vede” molte accelerazioni e rotazioni che su strada sarebbero anomale, ma in fuoristrada sono normali (whoops, salti, trasferimenti di carico, ecc.). Ecco perché i sistemi multi-modalità sono interessanti per chi fa enduro/adventure.

8) Setup corretto: compatibilità, vestibilità, batteria e manutenzione

8.1 Vestibilità e “spazio di espansione”

  • Non comprimere l’airbag: giacca/tuta devono lasciare volume di espansione.
  • Taglia corretta: un fit troppo largo peggiora la posizione delle camere; troppo stretto limita il gonfiaggio.
  • Compatibilità tuta (pista): verifica sempre sistemi di fissaggio e kit dedicati.

8.2 Elettronica: app, modalità e autonomia

  • Modalità: Road/Track/Adventure si impostano via app sui sistemi che lo prevedono.
  • Autonomia: può variare molto (es. decine di ore su alcuni modelli; ~mezza giornata su altri).
  • Aggiornamenti: alcuni sistemi evolvono via update software, migliorando il riconoscimento eventi.

8.3 Manutenzione e “riarmo”

  • Inflator / generatore gas: spesso sostituibile (con regole specifiche del produttore).
  • Numero di gonfiaggi: alcuni cuscini dichiarano più attivazioni prima di controllo in fabbrica.
  • Post-evento: verifica sempre integrità del capo, cuciture e componenti elettronici secondo manuale.

FAQ tecniche

Un airbag sostituisce il paraschiena?

No: sono tecnologie diverse. Il paraschiena è sempre attivo; l’airbag deve attivarsi in tempo. In molte configurazioni si usano insieme.

Meglio strada o pista?

Meglio un sistema con algoritmo adatto al tuo uso prevalente (Road per traffico; Track per circuiti; Adventure per off-road). Se fai più discipline, hanno senso le modalità multiple.

Serve “omologazione E”?

Per i DPI indossabili conta la marcatura CE (Reg. UE 2016/425) e gli standard/protocolli di test dichiarati dal produttore (EN 17092, EN 1621, AMC-013, ecc.).

articolo precedente